Te lo do io (anzi noi) il Festival di Internazionale. Allegretto andante

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Ferrara 3-4-5 Ottobre Festival di Internazionale, un giornale!

Devo dire che il mio giro al Festival ha preso la piega dell’impegno sui temi direi leggeri, al contrario del Festival socialmente appassionato di Rafael. Confesso fin da subito che abbiamo perduto sia l’intervista a Noam Chomsky, sia, attenzione, la proiezione del film La terra degli uomini rossi di Marco Bechis, lo so, imperdonabile!

In ogni caso, le nostre testoline, involontariamente hanno prodotto la geniale idea di dividersi i compiti, quindi quello che abbiamo da raccontavi, se avete voglia di leggerlo è tanto, dalle conferenze sul terrorismo e paura, a l’impatto del turismo sul pianeta, o last but not least la bellissima conferenza di chiusura Cronache dal pianeta rom, moderata da Gad Lerner. Vogliamo quindi inaugurare, una nuova Odissea su un viaggio durato un fine settimana…

Ma andiamo banalmente in ordine cronologico: inaspettate le riflessioni sorte dalla tavola rotonda Cocco di mamma: gli uomini visti dalle donne straniere, moderata dal moderato Luca Sofri, difficile incontro per un uomo a confronto con Igiaba Scego, Laila Waida, Chang Yafang e Pauline Valkenet, quest’ultima tra l’altro autrice di un libro non ancora tradotto in italiano che ha per argomento gli uomini italiani. Vi risparmio i commenti dei miei accompagnatori maschi, tra l’altro ogni mia riflessione sui cocchi di mamma sarebbe stata a dir poco fuori luogo visto che uno dei suddetti era proprio mio padre!!!

Dall’argomento apparentemente leggero che declinava tutte le varianti del paradigma: “Come sono ingombranti le mamme e le famiglie italiane” ne è sorta però una riflessione interessante che ci ha dato non pochi spunti su diverse tematiche, quali l’educazione in rapporto alla differenza di genere (evviva Margaret Mead!) o il confronto incontro dei pregiudizi degli uomini italiani nei confronti delle donne straniere.

La Scego, italosomala ha esordito infatti raccontando di ricevere sempre tanti complimenti per la sua differenza rispetto alle altre donne africane: “Voi somale siete le più belle”. E bella è stata anche la sua riflessione sulla corrispondenza tra un certo tipo di immaginario erotico-esotico moderno, forse particolarmente italiano, e le sue radici, rintracciabili anche nel periodo colonizzatore, dove la violenza fisica e psichica sulle donne era una pratica direi accettata e sostenuta appunto dal mito dell’uomo colonizzatore e cacciatore, che come un cacciatore portava in giro la fotografia della sua preda. Devo dire che mi è capitato di vedere alcune di queste fotografie che non mostrano differenza di percezione tra l’uomo e l’animale, dando per scontato che naturalmente, non auguro neppure ad un animale di essere soggetto di simili immagini.

Quasi opposta invece la percezione della Yafang, che tra l’altro è un insegnante della nostra Università di Urbino, originaria di Taiwan, che ha categorizzato le reazioni degli uomini nel momento in cui rivela la sua origine, distribuendole per fasce d’età: dai più giovani che si perdono in un silenzio disperante che rivela un vuoto nella loro mappa geo-mentale, fino agli adulti che confessano invece che “le donne tailandesi sono stupende”.

Certo gli uomini italiani pare che si sprechino in complimenti cosa che alle donne straniere piace molto, a detta della Valkenet, originaria di una nazione, l’Olanda dove la parità dei sessi ha raggiunto livelli tali che un complimento o un gesto galante rischia di diventare offesa. Certo però, commenta l’autrice, la femminilità ne perde!

Di tutt’altra percezione è invece l’indiana Waida che è cresciuta in un paese in cui, cito quasi testualmente, l’utero che contiene un figlio maschio è come una cassaforte che contiene un tesoro, quello che contiene una figlia femmina è un aborto.

Vorrei raccontarvi anche tutto il resto, ma chiudo con una riflessione corale, ovvero che sì, il mammismo in Italia è davvero un problema, ed i motivi sono tanti, innanzitutto il rapporto degli uomini con se stessi e la loro maturità sociale e individuale, il rapporto delle mogli con le suocere, e la difficoltà correlata di creare e far fiorire nuove famiglie sane, ma, l’aspetto peggiore del cocco di mamma è che rivela probabilmente un assenza o peggio una delega dello Stato alle famiglie su argomenti fin troppo importanti per la società: il lavoro, la casa.

V.V.

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