Archive for the ‘Il progetto’ Category

Un funambolo

24 dicembre , 2008

c’era un giocoliere. Anzi, un funambolo, per la precisione.
Ma non era come tutti gli altri ( nè funamboli, nè giocolieri, intendo).
Aveva paura.
Ne aveva sempre avuta.
Quando si ritrovava lì, sospeso, nel vuoto. La gente, sotto, lo acclamava; diceva ” Com’ è bravo.”
Nessuno pensava sarebbe mai caduto. Nessuno immaginava quanto il cuore gli battesse forte.
Eppure era così: si concentrava, pensava all’ ultima pagina del libro letto, ma il trucco gli colava sotto la paura. Eppure, eppure, niente traspariva al pubblico, laggiù. Lui, un giocoliere, un funambolo da circo, che aveva paura, paura di volare. Forse, si diceva, se avesse imparato a volare, ecco, allora questa paura sarebbe svanita.
Era così diverso lui pieno di emozione, di brivido. Nessun altro, in quel circo, trapelava emozioni, nessuno sembrava si chiedesse mai quale fosse il proprio ruolo sotto quel tendone a strisce rosse e bianche.
A volte, pensava, era quello il motivo per cui amava di più quel suo strano, pauroso lavoro.
Non il cielo sopra e sotto di lui, no.
Comunque, non avrebbe importato a nessuno, domani.

Era solo un giocoliere, un funambolo, per la precisione.
disegno by giuliaesse
[disegno di giuliaesse]

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Cos’è?

3 settembre , 2008

“Festival dell’Uomo” è il nome di un progetto, di un’idea diventata progetto.
L’idea è quella di organizzare una serie di incontri per discutere intorno all’ “uomo” e ai suoi spazi.
Il blog che state leggendo è una conseguenza pratica di questo intento. La necessità che lo istituisce è qulla di rendere il questi incontri il più aperti e condivisi possibile.
Lontani per indole dalle logiche istituzionali universitarie, vediamo nel blog un fondamentale luogo di espressione e di confronto sui temi proposti, e soprattutto speriamo che nel tempo le frequentazioni si traducano in una condivisione semantica da valorizzare e che valorizzerà, i vari incontri.

Perchè?
Anzitutto il motivo del titolo.
“Festival dell’Uomo” perchè l’uomo è banalmente il centro di interesse delle scienze umane, ed al contempo, molto meno banalmente, è il fulcro di una evidente incapacità di definizione. All’ uomo come a dio ci si può arrivare solo per approssimazioni che, per loro natura, rimangono tali in quanto passano non tanto per definizioni progressive, ma per una considerazione intorno alla pratica umana. Da qui pensiamo si debba ripartire.
Il problema che emerge da questa riflessione coinvolge inevitabilmente l’università, un’università che valorizza il sapere solo in quanto finalizzato alla “pratica lavorativa” tralasciando e non fornendo più gli strumenti per articolare una metariflessione su ciò che offre e sulla sua stessa ragion d’essere. L’assenza di un progetto intrinseco e autonomo (di una mission, come si dice) è ciò che sentiamo come uno dei principali problemi dell’istituzione universitaria.
Spinti dalla necessità di un canale espressivo che valorizzi il sapere, non fine a se stesso e senza legame con il sociale, ma condiviso e alimentato dallo scambio, dalla critica e dall’approfondimento, noi triennalisti, specializzandi, dottorandi (borsisti e non), precari a tempo indeterminato, ricercatori, docenti, studiosi e appassionati di scienza umane scriviamo…